Collaboro con Reference Laboratory da parecchi anni ormai, quasi dieci, 10 in meno come musicista ed attività musicale.
Ci siamo conosciuti per il Lato A della mia professione: musicista (chitarrista nello specifico). Negli anni ho e abbiamo cercato di costruire (ed io di esserne sincero portavoce) un’attenzione al segnale, in modo che il proprio strumento non sia mai vittima di cablaggi economici che limitano le possibilità timbriche (oltre che creare problemi a se stessi e agli altri).
Con gli anni però il lato B della mia professione (producer e sound engineer) è cresciuto e non è riuscito a rinunciare all’ormai tradizionale “Reference Sound” così da qualche mese ho completato i cablaggi nel mio studio (TouchClay Studio) utilizzando interamente cavi Reference Laboratory.
Quando parlo di cablaggi intendo ogni cablaggio, e nello specifico:
– Studio Box (16 Xlr, 4 Aux Stereo, 2 Aux mono, 2 Speaker Cable)
– Cablaggi Strumenti e Microfoni (RIC01 e RMC01)
– Cablaggi preamplificatori / interfaccia audio / ascolti
Che dire?
Di nuovo come improvvisamente togliere una patina da tutto. Non cito altri marchi ma in ogni caso non utilizzavo cavi economici.

Il primo esperimento della nuova regia e dei nuovi cablaggi è stata una sessione di batterie per un disco: tutto suonava più a fuoco, più largo, con più punch e con un rapporto segnale/rumore ancora più estremo. Potrei quasi dire di aver risparmiato sicuramente un passaggio in un eq “quasi automatico” che utilizzavo per “aprire” di base le prese di batterie nonché di aver avuto più controllo su tutta la batteria, sul suono del rullante (più semplice “capirlo” ed ottenerlo in presa) e sul feeling.
Un’esperienza che, come al solito, conferma l’enorme lavoro di Reference e dei suoi cavi al servizio di noi amanti del suono (ancor prima che professionisti).
Una scelta quasi obbligata per ambire ad un sound vero, reale, che giustifichi tutti gli investimenti in strumentazione da entrambi i lati (musicista e tecnico).
Oggi posso scrivere queste parole a Reference perché in un percorso step by step da dieci anni a questa parte ho notato quanto il ruolo del cavo sia stato fondamentale per raggiungere certi dettagli del mio suono che oggi posso definire fondamentali. Fondamentali perché se non avessi avuto questa qualità e questa attenzione non avrei colto a pieno le caratteristiche di quel particolare amplificatore, o le oggettive differenze fra chitarre, cabinet, pedali e quant’altro. Anche l’esperienza “fisica” ne avrebbe risentito poiché è assodato che un suono “reale” e “vero” dia e trasmetta delle sensazioni fisiche ed emotive diverse.
Una sensazione ed una cura che ormai, per me Giacomo Pasquali, sia live, che studio che per tutti gli artisti ed i musicisti con cui collaboro e lavoro, mi sento di mettere a disposizione insieme alla disponibilità della mia esperienza in questo percorso formativo e costruttivo, che va ben oltre le apparenti impressioni.
 
Un grazie quindi a Reference per aver creduto in questa “filosofia”, del cavo non come “on-off” ma come strumento di trasmissione, e quindi di qualità.
Ed un grazie per continuare a credere in me.
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